Categoria: Medicina integrata

Incontinenza urinaria nel cane dopo la sterilizzazione: cause, terapie e il ruolo dell’agopuntura

Come un approccio terapeutico integrato può migliorare il controllo della minzione e la qualità di vita del cane

L’incontinenza urinaria nel cane dopo la sterilizzazione è un problema relativamente frequente, soprattutto nelle femmine di taglia medio-grande. Può comparire anche mesi o anni dopo l’intervento chirurgico e spesso si manifesta con piccole perdite di urina durante il riposo o il sonno.

Oltre a rappresentare un disagio pratico nella gestione quotidiana, questa condizione può compromettere la serenità della convivenza tra animale e proprietario.

Oggi la medicina veterinaria dispone di diverse strategie terapeutiche che possono essere combinate tra loro per affrontare il problema in modo efficace. Accanto alle terapie farmacologiche tradizionali, anche strumenti come l’agopuntura veterinaria stanno trovando sempre maggiore spazio all’interno di protocolli terapeutici integrati.

Quando inserita in un piano di trattamento personalizzato, l’agopuntura può contribuire a migliorare la funzionalità del sistema urinario e sostenere il recupero della continenza.

Comprendere l’incontinenza: un meccanismo complesso

Quando parliamo di incontinenza urinaria nel cane ci riferiamo principalmente alla incompetenza del meccanismo dello sfintere uretrale (USMI), la forma più comune nelle cagne sterilizzate.

È importante parlare di meccanismo dello sfintere e non semplicemente di sfintere, perché la continenza urinaria dipende da diversi fattori che lavorano insieme:

  • componenti neuromuscolari
  • fattori vascolari
  • elasticità dei tessuti
  • controllo neurologico della minzione

Quando uno o più di questi elementi vengono alterati, il sistema perde parte della sua capacità di trattenere l’urina.

        

I sintomi dell’incontinenza urinaria nel cane

I segni clinici dell’incontinenza urinaria sono spesso abbastanza riconoscibili.

Tra i più frequenti troviamo:

  • perdita di urina durante il sonno
  • il cane che si sveglia con la cuccia bagnata
  • piccole pozze di urina dove l’animale era sdraiato
  • gocciolamento di urina quando il cane si alza

L’incontinenza dopo la sterilizzazione: cosa succede davvero

La sterilizzazione comporta una riduzione dei livelli di estrogeni, ormoni che contribuiscono al mantenimento del tono dello sfintere uretrale.

La diminuzione degli estrogeni può provocare:

  • assottigliamento dell’epitelio uretrale
  • riduzione della pressione uretrale
  • diminuzione del tono dello sfintere

Quando il tono dello sfintere si riduce, il cane può perdere urina involontariamente, soprattutto durante il riposo.

Questa forma di incontinenza può comparire anche molto tempo dopo l’intervento chirurgico.

Fattori predisponenti

Non tutte le femmine sterilizzate sviluppano incontinenza urinaria, ma alcuni fattori aumentano il rischio.

Tra i principali troviamo:

  • posizione della vescica rispetto all’uretra
  • taglia dell’animale (più frequente nei cani sopra i 20 kg)
  • obesità, che aumenta la pressione addominale

Le femmine di taglia grande e gigante risultano quindi più predisposte.

Le terapie convenzionali

I farmaci più utilizzati per trattare l’incontinenza urinaria post-sterilizzazione sono:

  • fenilpropanolamina, che aumenta il tono dello sfintere uretrale
  • estrogeni, che migliorano la sensibilità dei recettori uretrali

Questi trattamenti possono essere efficaci, ma possono anche causare effetti collaterali come:

  • ipertensione
  • irritabilità
  • disturbi gastrointestinali

Nei casi più complessi può essere considerata anche la chirurgia, con percentuali di successo variabili tra il 50% e il 75%.

Terapia chirurgica

Quando i farmaci falliscono, si può ricorrere alla chirurgia (colposospensione, uretropessi, iniezione endoscopica di collagene) con percentuali di successo tra il 50% e il 75%. Tuttavia, con il passare del tempo, si osserva spesso un deterioramento dei risultati.

Un approccio terapeutico multimodale

Negli ultimi anni si è sviluppato un crescente interesse verso approcci multimodali, che combinano diverse strategie terapeutiche.

In questo tipo di gestione possono essere integrati:

  • terapia farmacologica
  • gestione del peso
  • fisioterapia
  • nutrizione mirata
  • medicina integrata come l’agopuntura

L’obiettivo è intervenire su più livelli del problema per migliorare la funzionalità del sistema urinario.

L’agopuntura veterinaria

All’interno di un approccio terapeutico integrato, l’agopuntura rappresenta uno strumento sempre più utilizzato anche in medicina veterinaria.

Questa tecnica agisce attraverso la stimolazione di specifici punti del corpo collegati a vie nervose e sistemi di regolazione dell’organismo.

Nel caso dell’incontinenza urinaria può contribuire a:

  • migliorare il tono dello sfintere uretrale
  • favorire la comunicazione tra sistema nervoso e vescica
  • modulare i circuiti neurologici coinvolti nella continenza

Per questo motivo può essere integrata fin dalle prime fasi del trattamento, contribuendo a potenziare l’efficacia delle altre terapie.

Nel trattamento dell’incontinenza urinaria vengono utilizzati punti specifici di agopuntura.

Tra i più importanti troviamo i punti Ba Liao (BL31–BL34), localizzati nei forami sacrali, che stimolano direttamente l’innervazione della vescica.

Altri punti appartengono ai meridiani di:

  • Rene
  • Vescica

Gli aghi utilizzati sono sottilissimi, sterili e monouso, e l’inserimento è generalmente ben tollerato dagli animali.

L’approccio integrato: massimizzare i risultati

L’agopuntura può essere integrata con altre strategie terapeutiche:

  • micoterapia
  • fitoterapia
  • fisioterapia del pavimento pelvico
  • gestione del peso

Diversi studi veterinari mostrano che questo tipo di approccio integrato può migliorare il controllo della minzione e la qualità di vita dell’animale.

Seduta di elettroagopuntura

Quando rivolgersi al veterinario

Se il cane perde urina involontariamente, soprattutto durante il sonno, è importante consultare il veterinario.

Prima di iniziare qualsiasi trattamento è necessario escludere altre possibili cause, come:

  • infezioni urinarie
  • calcoli vescicali
  • diabete
  • patologie neurologiche

Una visita clinica completa e gli esami diagnostici permettono di individuare la causa e impostare la terapia più adatta.

Conclusioni

L’incontinenza urinaria dopo la sterilizzazione non deve essere considerata una condizione inevitabile.

Grazie a un approccio terapeutico integrato che combina terapie farmacologiche, agopuntura e altre strategie di supporto, è spesso possibile migliorare significativamente la qualità di vita dell’animale.

Ogni paziente dovrebbe essere valutato individualmente per costruire un percorso terapeutico personalizzato.

Vuoi capire se l’agopuntura può essere utile per migliorare l’incontinenza del tuo cane?

Contattaci per un consulto personalizzato e leggi il nostro articolo

 

Domande frequenti (FAQ)

L’incontinenza urinaria è frequente nelle cagne sterilizzate?

Sì, è una condizione relativamente comune, soprattutto nelle femmine di taglia medio-grande.

Il cane con incontinenza prova dolore?

Generalmente no. Tuttavia la condizione può creare disagio e richiede sempre una valutazione veterinaria.

L’agopuntura è sicura per i cani?

Se eseguita da un veterinario formato, l’agopuntura è una tecnica sicura e generalmente ben tollerata dagli animali.

L’incontinenza urinaria si può curare?

In molti casi è possibile migliorare significativamente la situazione attraverso una terapia adeguata e personalizzata.

Agopuntura: come migliorare la qualità di vita negli animali anziani

a cura della D.ssa Paola Ricossa

Quando un cane o un gatto entra nella fase avanzata della vita, i cambiamenti non arrivano tutti insieme ma si accumulano nel tempo: movimenti più lenti, rigidità, dolore cronico, perdita di massa muscolare, difficoltà ad alzarsi o a camminare come prima. Spesso il problema principale non è solo la patologia in sé, ma il fatto che, proprio a causa dell’età, molte terapie farmacologiche diventano difficili da usare in sicurezza o non più ben tollerate.

Nella pratica clinica quotidiana questo significa trovarsi davanti a pazienti anziani con bisogni complessi, nei quali l’obiettivo non è semplicemente curare una singola malattia, ma ridurre il dolore, mantenere la mobilità e preservare la qualità della vita il più a lungo possibile, scegliendo soluzioni sostenibili per il loro organismo.

In questo contesto l’agopuntura veterinaria rappresenta uno strumento terapeutico sempre più utile, perché permette di intervenire sul dolore, sulla rigidità e sulla funzionalità motoria attraverso meccanismi fisiologici naturali, con un impatto farmacologico minimo o nullo. Il suo ruolo emerge in modo particolarmente chiaro proprio nei pazienti geriatrici, dove spesso diventa parte integrante di un piano terapeutico personalizzato.

I casi clinici che seguono mostrano situazioni reali in cui l’agopuntura è stata utilizzata per gestire dolore cronico, limitazioni motorie o condizioni acute in animali molto anziani, contribuendo in modo concreto a migliorare il loro benessere quotidiano.

Quando l’età avanzata limita l’uso dei farmaci: il caso di Minnie e il supporto dell’agopuntura veterinaria

 

Un dolore cronico difficile da trattare farmacologicamente

Minnie era una cagnolina di piccola taglia di 17 anni, portata in visita per una progressiva difficoltà di deambulazione. La proprietaria riferiva movimenti sempre più lenti, una postura costantemente antalgica con la schiena arcuata, debolezza generale e una perdita di massa muscolare diffusa, quadro compatibile con artrosi avanzata e dolore cronico della colonna e delle articolazioni, aggravati dall’età molto avanzata.

In una situazione del genere la gestione farmacologica classica risultava complessa. Considerata l’età di Minnie e il rischio concreto di compromettere la funzione renale, non era prudente impostare una terapia continuativa con antinfiammatori o cortisonici, perché la paziente difficilmente avrebbe tollerato il carico farmacologico. L’obiettivo quindi era ridurre il dolore mantenendo la massima sicurezza possibile.

La scelta di un approccio integrato con agopuntura

Si è deciso di impostare un approccio integrato, associando supporto con integratori e terapia fisiatrica a un ciclo di agopuntura veterinaria. Le sedute inizialmente sono state eseguite con frequenza settimanale, monitorando attentamente la risposta clinica e il comportamento quotidiano riferito dalla proprietaria.

Già dopo le prime sedute il cambiamento più evidente riportato a casa era il sollievo dal dolore, Minnie smetteva di mantenere la tipica postura difensiva, la schiena da molto arcuata tornava più distesa, i movimenti risultavano più fluidi e spontanei e la rigidità generale diminuiva in modo evidente, segni compatibili con una riduzione concreta della componente dolorosa e una migliore funzionalità muscolare.

Il mantenimento nel tempo e la qualità di vita

Con il consolidarsi dei risultati la frequenza delle sedute è stata progressivamente diradata, da settimanale a ogni quindici giorni, fino a controlli mensili di mantenimento. Minnie ha continuato questo programma per il periodo successivo della sua vita, beneficiando di un controllo del dolore stabile e di una mobilità migliore rispetto alla fase iniziale.

L’agopuntura in questo caso non ha rappresentato una semplice terapia di supporto ma una soluzione terapeutica centrale proprio perché i farmaci non erano utilizzabili in sicurezza, permettendo di gestire il dolore cronico legato all’artrosi diffusa e all’invecchiamento della colonna e contribuendo a mantenere una qualità di vita più confortevole nonostante l’età molto avanzata.

Minnie prima delle sedute di agopuntura, diagnosi di artrosi avanzata
Minnie, dopo due sedute di agopontura

Epistassi nel cane molto anziano: il caso di Argo trattato con agopuntura in emergenza

 

Un sanguinamento improvviso in un paziente di 19 anni

Argo era un cane di 19 anni che ha manifestato improvvisamente un sanguinamento importante dal naso, con una perdita ematica significativa e preoccupante per intensità e rapidità di comparsa. L’episodio si è verificato a casa, in un contesto domestico, e non erano immediatamente disponibili farmaci per interrompere l’emorragia.

Considerata inoltre l’età estremamente avanzata del paziente, si voleva evitare, per quanto possibile, l’uso di terapie farmacologiche potenzialmente gravose.

Argo prima delle sedute

L’intervento con agopuntura e l’arresto dell’emorragia

In questa situazione è stato deciso di intervenire con agopuntura veterinaria. Dopo l’applicazione degli aghi, il sanguinamento si è interrotto in tempi molto rapidi, con un risultato clinico particolarmente efficace dal punto di vista della velocità di risposta. L’arresto dell’epistassi ha consentito di stabilizzare il paziente senza ricorrere a somministrazioni farmacologiche d’urgenza.

Applicazione degli aghi durante una seduta

Argo al termine delle sedute di agopuntura

Gli episodi successivi e il controllo nel tempo

Nei mesi successivi si sono verificati altri episodi di sanguinamento nasale, ma con un’intensità e una frequenza progressivamente minori. Gli interventi successivi con sedute di agopuntura hanno contribuito a mantenere sotto controllo la situazione clinica, permettendo di gestire le recidive in modo meno critico rispetto al primo episodio e con una risposta favorevole nel tempo.

 

Quando i farmaci non sono possibili: come l’agopuntura ha aiutato Micetta, gatta con problemi alla colonna

Un caso reale di dolore cronico trattato senza antidolorifici

Micetta è una gatta di 12 anni con una storia clinica complessa.

Da piccola è stata probabilmente investita e nel tempo alcune vertebre della colonna si sono saldate tra loro, creando una rigidità permanente. Con l’avanzare dell’età questa condizione ha iniziato a provocare difficoltà nel camminare, riduzione della mobilità e segni evidenti di dolore.

La gestione farmacologica del dolore, in questo caso, non era una soluzione semplice.

Micetta soffre infatti anche di problemi dermatologici cronici, che tendono a peggiorare con diversi farmaci antidolorifici.

Micetta prima delle sedute di agopuntura

Questo rendeva rischioso l’uso continuativo delle terapie tradizionali. Anche altre opzioni terapeutiche già tentate non avevano portato a un miglioramento sufficiente della mobilità.

In una situazione del genere, l’obiettivo diventa trovare una strategia che riduca il dolore, migliori la funzionalità motoria, non peggiori le condizioni dermatologiche.

Per questo motivo è stata proposta una terapia con agopuntura veterinaria.

Il percorso di trattamento

Micetta ha iniziato un ciclo di sedute di agopuntura con frequenza settimanale.

Micetta, a seguito di alcune sedute di agopuntura

Il protocollo è stato mantenuto per circa due mesi, monitorando progressivamente:

  • qualità del movimento

  • capacità di deambulazione

  • postura

  • segni comportamentali di dolore

Già nelle prime settimane si è osservata una riduzione della rigidità e una maggiore facilità nei movimenti quotidiani.

Con il proseguire del trattamento:

  • la difficoltà nel camminare si è ridotta in modo significativo

  • la reattività al dolore è diminuita

  • la qualità generale della vita è migliorata

Al termine del ciclo, gran parte del dolore risultava controllato senza ricorrere a terapia antidolorifica continuativa.

Perché l’agopuntura può essere utile in casi simili

L’agopuntura veterinaria non sostituisce sempre i farmaci, ma in alcune situazioni rappresenta una risorsa importante, soprattutto quando:

  • esistono effetti collaterali farmacologici rilevanti

  • il paziente ha patologie concomitanti che limitano le terapie tradizionali

  • il dolore è cronico e di origine osteoarticolare o neurologica

  • si vuole ridurre il carico farmacologico nel lungo periodo

La stimolazione dei punti di agopuntura agisce su diversi meccanismi fisiologici, tra cui:

  • modulazione del dolore

  • miglioramento della circolazione locale

  • riduzione della contrattura muscolare

  • supporto alla funzionalità neurologica

Nel caso di Micetta, questa modalità terapeutica ha permesso di intervenire sul dolore senza aggravare la patologia dermatologica.

Micetta al termine delle sedute di agopuntura


Quando considerare l’agopuntura

Situazioni simili a quelle descritte sono più frequenti di quanto si pensi, soprattutto negli animali anziani con artrosi, esiti di traumi, rigidità vertebrale, dolore cronico, intolleranza ai farmaci.

Una valutazione precoce può aiutare a impostare un piano terapeutico combinato e personalizzato, scegliendo la soluzione più adatta al singolo paziente.

Il nostro ambulatorio offre il servizio di agopuntura. Vuoi approfondire e capire se può essere utile al tuo animale?

Contattataci!

Sistema immunitario: strategie integrate per la salute di cani e gatti

Il sistema immunitario dei nostri amici a quattro zampe è una rete complessa che lavora costantemente per proteggerli da virus, batteri e altri agenti patogeni.

Sempre più spesso, in medicina veterinaria, si parla di approccio integrato: non più solo interventi quando qualcosa va storto, ma una visione d’insieme che considera nutrizione, stile di vita, prevenzione e, quando necessario, terapie complementari.

Cosa significa “approccio integrato”?

L’approccio integrato combina la medicina veterinaria tradizionale con strategie di supporto che considerano l’animale nella sua totalità. Non si tratta di sostituire le cure convenzionali, ma di affiancarle con pratiche che rafforzano le difese naturali dell’organismo. Pensatelo come costruire una casa solida: le fondamenta devono essere robuste (nutrizione, ambiente sano, relazioni equilibrate), le mura ben costruite (prevenzione e vaccinazioni), e la manutenzione costante (controlli veterinari regolari).

I pilastri del supporto immunitario

Nutrizione di qualità – Una dieta bilanciata è il primo mattone. Gli alimenti di buona qualità forniscono proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali che sono i “costruttori” del sistema immunitario. Particolare attenzione meritano gli omega-3, gli antiossidanti come le vitamine E e C, e lo zinco. Anche il microbioma intestinale gioca un ruolo cruciale: circa il 70% delle cellule immunitarie risiede nell’intestino.

Gestione dello stress – Proprio come negli esseri umani, lo stress cronico può indebolire le difese immunitarie. Cani e gatti hanno bisogno di routine stabili, ambienti sicuri e stimolazione mentale adeguata. Un gatto che vive in un ambiente arricchito o un cane che fa passeggiate regolari sviluppa una maggiore resilienza sia fisica che emotiva.

Attività fisica regolare – L’attività fisica costante supporta la circolazione, aiuta a mantenere un peso sano e contribuisce al benessere generale. Attenzione però agli eccessi: l’esercizio troppo intenso senza adeguata preparazione può avere l’effetto opposto.

Sonno e riposo – Durante il riposo il corpo si rigenera e il sistema immunitario si “ricarica”. Assicuriamoci che i nostri animali abbiano luoghi tranquilli dove riposare indisturbati.

Strategie complementari

Sempre più veterinari integrano nelle loro pratiche alcuni supporti aggiuntivi, ovviamente su base scientifica e caso per caso.

Un ruolo importante viene svolto da:

Probiotici e prebiotici – Favoriscono un microbioma intestinale sano, fondamentale per l’immunità. Sono particolarmente utili durante e dopo le terapie antibiotiche o in caso di disturbi gastrointestinali.

Fitoterapia – Alcune piante, come l’echinacea o il fungo reishi, sono studiate per le loro proprietà immunomodulanti. Vanno sempre utilizzate sotto controllo veterinario, perché non tutto ciò che è naturale è automaticamente sicuro o appropriato.

Agopuntura e medicina tradizionale cinese – In alcuni casi possono aiutare a riequilibrare l’organismo e ridurre lo stress sistemico.

Quando è particolarmente importante

Ci sono momenti nella vita dei nostri animali in cui il supporto immunitario diventa ancora più cruciale: cuccioli e gattini in crescita, animali anziani, periodi di convalescenza post-operatoria, cambiamenti importanti come traslochi o inserimenti di nuovi membri in famiglia, o la gestione di patologie croniche.

Il ruolo insostituibile del veterinario

È fondamentale sottolineare che qualsiasi approccio integrato deve essere discusso e monitorato dal veterinario. Non esiste una ricetta universale: ogni animale è unico, con la sua storia clinica, le sue esigenze e le sue eventuali sensibilità. Gli integratori, ad esempio, vanno dosati correttamente e alcuni possono interferire con farmaci o essere controindicati in determinate condizioni.

Prevenzione, non solo cura

L’approccio integrato sposta l’attenzione dalla sola cura della malattia alla costruzione attiva della salute. Significa osservare i nostri animali con attenzione, notare piccoli cambiamenti nel comportamento o nell’appetito, mantenere le vaccinazioni aggiornate e programmare controlli veterinari regolari anche quando sembrano stare bene.

Un sistema immunitario forte non è una garanzia assoluta contro le malattie, ma è certamente la migliore arma di difesa che possiamo offrire ai nostri compagni.

E costruirlo richiede impegno quotidiano, attenzione e la collaborazione tra proprietari consapevoli e professionisti preparati.

Vuoi aiutare il tuo animale a mantenere un sistema immunitario efficiente e resistente? Contattaci: il nostro team di professionisti saprà trovare la giusta strada per il benessere del tuo pet.

SOS allergie: un approccio integrato per il benessere del tuo animale

Si gratta continuamente. Si lecca le zampe fino a farle arrossare. Si sveglia di notte per grattarsi. Ha disturbi gastrointestinali ricorrenti.

Se riconosci uno o più di questi comportamenti nel tuo animale, probabilmente stai assistendo a uno dei problemi più comuni e complessi della medicina veterinaria: le allergie.

Le allergie non sono solo un fastidio, possono compromettere seriamente la qualità di vita dei nostri amici a quattro zampe, causando sofferenza costante e lesioni che si aggravano nel tempo.

La buona notizia? Oggi disponiamo di un approccio integrato che combina diverse strategie per offrire sollievo duraturo e migliorare realmente il benessere dell’animale.

I segnali da non sottovalutare

Le allergie si manifestano in modi diversi tra cani e gatti, ma alcuni sintomi dovrebbero sempre metterci in allerta.

I segnali più comuni sono:

  • Grattarsi in modo insistente
  • Leccare eccessivamente le zampe e/o l’addome (la cui pelle può arrossarsi o infiammarsi)
  • Alopecia autoindotta (chiazze di pelle senza pelo dove l’animale si è leccato troppo)
  • Sfregare il muso contro superfici, tappeti o mobili
  • Lesioni cutanee, arrossamenti, croste, perdita di pelo
  • Pelle ispessita e scura nelle zone cronicamente infiammate
  • Comportamento irrequieto, difficoltà a riposare

 

Se notate uno o più di questi sintomi in modo persistente, è importante non sottovalutarli e consultare il veterinario.

Il “fai da te” spesso peggiora la situazione e ritarda una diagnosi corretta.

 

I tre principali tipi di allergie

1. Dermatite allergica da pulci (DAP)

Anche una singola pulce può scatenare una reazione intensa in animali sensibili. La saliva della pulce contiene sostanze allergizzanti che causano prurito estremo, soprattutto alla base della coda, sui fianchi, vicino alle orecchie e sull’addome. Basta un solo morso per innescare la reazione.

2. Allergie ambientali (Atopia)

Pollini, acari della polvere, muffe: gli allergeni ambientali sono ovunque e provocano una condizione chiamata dermatite atopica, che può essere stagionale (peggiora in primavera-estate) o persistente tutto l’anno. È una delle cause più frequenti di prurito cronico.

3. Allergie alimentari

Meno comuni di quanto si pensi, ma reali. Alcuni animali sviluppano ipersensibilità verso specifiche proteine (manzo, pollo, latticini) o altri componenti del cibo. Si manifestano con sintomi cutanei ma anche gastrointestinali come diarrea o vomito.

L’approccio integrato: più strumenti per un risultato migliore

Gestire le allergie richiede una visione d’insieme. Nella medicina veterinaria moderna adottiamo un approccio che integra diverse strategie, personalizzate per ogni paziente.

Fase 1: diagnosi accurata

Può includere:

  • Esame clinico approfondito
  • Test allergologici
  • Dieta a eliminazione per sospette allergie alimentari

Fase 2: controllo dei sintomi

Quando il prurito è intenso e le lesioni sono importanti, dobbiamo dare sollievo immediato all’animale attraverso:

  • Terapie farmacologiche mirate
  • Terapie topiche: shampoo medicati, spray lenitivi, mousse che aiutano a ripristinare la barriera cutanea danneggiata e riducono il carico di allergeni sul pelo.

L’obiettivo non è solo spegnere l’emergenza, ma creare le condizioni per il benessere duraturo attraverso il controllo ambientale, la somministrazione di antiparassitari tutto l’anno (non solo in estate!), il supporto nutrizionale con diete specifiche e integrazioni mirate (probiotici, antiossidanti, omega 3 e omega 6) e la cura della pelle mettendo in atto le giuste pratiche igieniche e di pulizia.

Terapie complementari: quando possono aiutare

Sempre più proprietari chiedono terapie “alternative” o “naturali”. L’approccio moderno è basato sull’evidenza: si integrano terapie complementari quando esistono dati scientifici che ne supportano l’efficacia.

L’agopuntura veterinaria può aiutare a ridurre il prurito e l’infiammazione in alcuni pazienti, affiancandosi alle terapie convenzionali. Diversi studi ne documentano l’utilità come supporto.

La fitoterapia con estratti vegetali specifici (come camomilla, calendula, aloe) può avere proprietà lenitive per uso topico, sempre sotto supervisione veterinaria e mai in sostituzione di terapie necessarie.

Per tutte le altre pratiche, se non ci sono prove scientifiche di efficacia, va detto chiaramente. L’apertura mentale non deve tradursi in false speranze.

Il ruolo fondamentale del proprietario

Nessuna terapia funziona senza la collaborazione attiva del proprietario. Gestire un animale allergico richiede costanza, osservazione, comunicazione con il veterinario, prevenzione.

È importante essere chiari: molte allergie non “guariscono” definitivamente, ma si controllano. L’obiettivo è dare al vostro animale una vita confortevole e di qualità, riducendo al minimo i sintomi e l’uso di farmaci nel lungo termine.

Ogni caso è unico ma con l’approccio integrato giusto, la maggior parte degli animali allergici può vivere felicemente. Il prurito diminuisce, il pelo ricresce, le lesioni guariscono. Non sempre si arriva a zero sintomi, ma si raggiunge un livello di comfort che permette una vita serena e dignitosa.

Quando contattarci

Non aspettate che la situazione diventi grave. Contattate lo studio veterinario se:

  • Il prurito persiste da più di una settimana nonostante bagni e pulizie
  • Notate lesioni cutanee, perdita di pelo, arrossamenti o cattivo odore
  • L’animale si sveglia di notte per grattarsi o non riesce a riposare
  • L’animale mostra segni di sofferenza o cambiamenti comportamentali

Le allergie sono complesse, ma con l’approccio giusto possiamo fare davvero la differenza. Ogni animale merita di vivere senza il tormento del prurito costante.


Per maggiori informazioni o per prenotare una visita dermatologica, non esitate a contattare il nostro studio.

Insieme troveremo la strategia migliore per il benessere del vostro amico a quattro zampe.

Invecchiare con cura: perché la visita geriatrica è importante

L’aumento della vita media dei nostri animali da compagnia è uno dei grandi successi della medicina veterinaria moderna.

Una migliore alimentazione, la prevenzione delle malattie e l’attenzione crescente delle famiglie hanno permesso a cani, gatti e persino piccoli animali non convenzionali di vivere più a lungo e in salute.
Ma con l’età che avanza, aumentano anche i bisogni specifici: il corpo cambia, i ritmi si modificano e il rischio di patologie croniche cresce.

È proprio qui che entra in gioco la visita geriatrica veterinaria.

Ma che cos’è una visita geriatrica?

La visita geriatrica non è una “semplice visita di controllo”, ma un momento dedicato ad approfondire lo stato di salute di un animale anziano.

Comprende:

  • un esame clinico accurato;

  • l’analisi del peso e della condizione corporea;

  • la valutazione di denti, occhi, articolazioni e apparato cardiocircolatorio;

  • esami di laboratorio (sangue, urine, eventualmente imaging) per intercettare precocemente malattie silenziose.

In questo modo è possibile individuare i primi segni di invecchiamento patologico, che spesso passano inosservati a casa, e intervenire tempestivamente.

Perché è così importante?

Molte malattie dell’età avanzata — come insufficienza renale, diabete, problemi cardiaci, disturbi cognitivi o artrosi — hanno un decorso lento e inizialmente poco evidente.

La visita geriatrica permette di:

  • diagnosticare precocemente, aumentando le possibilità di efficacia dei trattamenti;

  • personalizzare la dieta e lo stile di vita, adattandoli ai nuovi bisogni dell’animale;

  • prevenire sofferenze inutili, migliorando la qualità della vita quotidiana;

  • accompagnare la famiglia attraverso consigli pratici su gestione, attività fisica e arricchimento ambientale.

 

La forza dell’ approccio integrato: quando natura e scienza si incontrano

 

La geriatria veterinaria non si limita a controlli e farmaci. Oggi disponiamo di strumenti complementari che, se usati in sinergia con la medicina tradizionale, possono offrire un sostegno concreto agli animali anziani. Alcuni esempi:

  • Fitoterapia e integratori naturali: piante e sostanze naturali con azione antiossidante, epatoprotettiva o di supporto articolare possono aiutare a rallentare i processi degenerativi e ridurre l’infiammazione;

  • Agopuntura: tecnica della medicina tradizionale cinese, oggi riconosciuta e applicata anche in veterinaria, che si è dimostrata utile soprattutto per migliorare la mobilità in caso di artrosi, alleviare il dolore cronico e favorire il benessere generale;

  • Alimentazione mirata: una dieta personalizzata, che tenga conto non solo delle esigenze cliniche ma anche della digeribilità e del supporto nutrizionale specifico, può fare una grande differenza.

Questi strumenti non sostituiscono le terapie convenzionali, ma possono diventare un valido alleato per aumentare la qualità di vita, ridurre il dosaggio di alcuni farmaci e accompagnare il processo di invecchiamento con maggiore delicatezza.

Quando iniziare?

Ogni specie e razza ha tempi di invecchiamento diversi. In generale:

  • i cani di taglia grande sono considerati anziani già dai 6-7 anni,

  • i cani di piccola taglia e i gatti intorno ai 9-10 anni,

  • piccoli mammiferi e uccelli possono avere curve di longevità molto variabili.

Il veterinario di fiducia saprà indicare quando programmare la prima visita geriatrica e con quale frequenza ripeterla (di solito ogni 6-12 mesi in base alla singola situazione).

Invecchiare non significa ammalarsi

Accettare che il nostro compagno stia invecchiando non è sempre facile. Tuttavia, l’invecchiamento può essere un processo armonioso, se accompagnato con rispetto e consapevolezza.
La visita geriatrica, unita a un approccio integrato che comprende alimentazione, medicina tradizionale e terapie complementari come l’agopuntura e la fitoterapia, rappresenta la chiave per mantenere alta la qualità di vita anche negli anni più maturi.

Prendersi cura di un animale anziano significa riconoscere il valore del tempo condiviso e accompagnarlo con delicatezza in una fase in cui l’amore, l’ascolto e la presenza diventano la medicina più potente di tutte.

Ti incuriosisce l’agopuntura o vuoi approfondire l’argomento? Leggi il nostro articolo o prenota un consulto.

Omega-3: un aiuto prezioso, non una bacchetta magica

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di omega-3 come integratori “miracolosi” sia per l’uomo che per gli animali. In realtà, si tratta di nutrienti fondamentali, ma il loro ruolo va compreso e contestualizzato, senza aspettarsi risultati immediati o risolutivi in ogni situazione.

Cosa sono gli omega-3?

Gli omega-3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali: l’organismo non è in grado di produrli da solo e deve assumerli attraverso l’alimentazione.

Le fonti principali sono:

  • Pesce e olio di pesce (ricchi in EPA e DHA, i più biodisponibili per cani e gatti), contribuiscono al normale funzionamento del cuore.

  • Alghe (alternativa vegetale ricca di DHA, contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale), utile anche per animali con allergie.

  • Semi e oli vegetali (come lino e canapa, che contengono ALA, convertito solo parzialmente in EPA e DHA). L’ALA svolge una funzione antiossidante.

I benefici documentati

In medicina veterinaria gli omega-3 sono utilizzati come supporto in diverse condizioni:

  • Salute della pelle e del pelo, in caso di dermatiti allergiche o secchezza cutanea.

  • Benessere articolare, grazie alla loro azione antinfiammatoria nelle patologie croniche come l’artrosi.

  • Sostegno renale, specialmente nei gatti con insufficienza renale cronica.

  • Apparato cardiaco, per il loro ruolo nel supportare la funzionalità cardiaca in alcune patologie.

Omega-3 e omega-6: un equilibrio da rispettare

Gli omega-3 non sono gli unici acidi grassi importanti: anche gli omega-6 svolgono ruoli fondamentali nell’organismo. Il segreto sta nel trovare un equilibrio tra i due, perché entrambi sono necessari, ma devono lavorare insieme in modo armonioso. Un eccesso di omega-6 rispetto agli omega-3 può favorire infiammazione, mentre un giusto equilibrio aiuta a sostenere il benessere generale e salute dell’animale.

Non aspettarti miracoli!

Gli omega-3 sono utili, ma non fanno magie. È bene ricordare che:

  • Non sostituiscono le cure veterinarie.

  • Se la dieta del tuo animale non è equilibrata, gli omega 3 da soli non possono sopperire ad altre carenze.
  • I benefici arrivano nel tempo: servono settimane o mesi per vederne gli effetti.

  • Non tutti gli integratori sono uguali: qualità e dosaggio devono essere scelti dal veterinario.

  • Possono essere utili se inseriti in un’integrazione completa all’interno di un piano terapeutico
  • Un’assunzione eccessiva può causare effetti collaterali, come effetti avversi gastrointestinali, effetti negativi sulla guarigione delle ferite,  potenziale eccesso di nutrienti ed esposizione a tossine, alterazione della funzione immunitaria, effetti sul controllo glicemico e sulla sensibilità all’insulina e interazioni tra nutrienti e farmaci, come ci indica questa fonte scientifica.

Conclusione

Gli omega-3 sono davvero un alleato prezioso per la salute dei nostri animali, ma il loro utilizzo deve essere guidato, consapevole e calibrato sul singolo paziente. Non una bacchetta magica, ma uno strumento in più nelle mani del veterinario e del proprietario attento al benessere del proprio compagno di vita.

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Parlane con il nostro team: sapremo consigliarti il prodotto giusto e il dosaggio più adatto, costruendo insieme un percorso personalizzato per la salute del tuo pet!

Dermatite: un sintomo, tante possibili cause

Chi vive con un cane o un gatto lo sa: vederlo grattarsi in modo ossessivo, agitarsi per il fastidio e perdere pelo è preoccupante.

Una pelle che si irrita, un prurito che non dà tregua sono segnali che spesso ci raccontano un disagio più profondo. Basta osservare con attenzione per capire che qualcosa, nel corpo o nell’anima del nostro animale, sta chiedendo aiuto.

Spesso, dietro questi segnali, si nasconde una condizione tanto comune quanto complessa nei nostri amici cani e gatti: la dermatite.

Ma che cos’è davvero?

La dermatite è un’infiammazione della pelle, che può manifestarsi con prurito, arrossamenti, croste, perdita di pelo, desquamazione e/o cattivo odore.

Ma attenzione: la dermatite non è una diagnosi in sé, bensì un sintomo che può avere numerose origini. Individuarne la causa è fondamentale per poter intervenire in modo efficace.

 

 Dermatite sul muso di un gatto

Quali sono le principali cause di dermatite nei cani e nei gatti?

Vediamo insieme le più frequenti:

🔹Allergia ambientale (atopia): polline, acari della polvere, muffe e altri allergeni possono scatenare una reazione immunitaria e provocare dermatite atopica.

🔹Allergia alimentare: alcuni cani sviluppano intolleranze o vere e proprie allergie a ingredienti presenti nella dieta (proteine animali specifiche, cereali, additivi).

🔹Dermatite da contatto: il contatto con determinate sostanze (es. detergenti, diserbanti, materiali sintetici) può causare infiammazione cutanea.

🔹Parassiti

  • Pulci: la dermatite allergica da pulce (DAP) è una delle forme più comuni. Anche una sola puntura può scatenare una reazione intensa.
  • Acari (rogna sarcoptica o demodettica): causano forme specifiche di dermatite, spesso accompagnate da prurito intenso e/o perdita di pelo localizzata.
  • Pidocchi e altri ectoparassiti: meno frequenti, ma possibili.

🔹Infezioni

  • Batteriche: spesso secondarie a una lesione o a un grattamento prolungato. La piodermite può peggiorare il quadro clinico.
  • Fungine (es. malassezia, dermatofiti): causano arrossamenti, seborrea, prurito e odore sgradevole.

🔹Problemi ormonali, metabolici, immunitari: ipotiroidismo, sindrome di Cushing, disfunzioni ormonali e malattie autoimmuni possono riflettersi sulla salute della pelle e del pelo, rendendo l’animale più soggetto a infezioni e infiammazioni cutanee.

🔹Stress, ansia o noia: anche il benessere emotivo ha un impatto diretto sulla salute della pelle: prolungati stati di stress, noia o ansia possono portare a comportamenti di leccamento eccessivo o grattamento compulsivo, con conseguente irritazione e infiammazione della pelle.

 

                                                         Dermatite sul muso e sotto il collo di un cane

Come si riconosce la dermatite?

I sintomi più comuni includono:

  • Prurito persistente
  • Rossore e infiammazione
  • Zone di alopecia (perdita di pelo)
  • Croste o escoriazioni
  • Pelle ispessita o desquamata

Poiché le cause sono molteplici, solo una valutazione veterinaria può stabilire l’origine del problema.

Dermatite in fase di guarigione sul ventre di un cane

Diagnosi e trattamento

La diagnosi si basa su una visita clinica accurata, supportata da:

  • Esami cutanei (raschiati, citologie, test per funghi o batteri)
  • Test allergologici
  • Dieta ad esclusione in caso di sospetta allergia alimentare
  • Analisi del sangue e test ormonali

Una volta individuata la causa, il trattamento può prevedere:

  • Farmaci convenzionali (antiparassitari, antifungini, antibiotici, antinfiammatori)
  • Cambiamenti nella dieta
  • Prodotti dermatologici per uso topico

Ma a fianco dell’approccio tradizionale, oggi sempre più proprietari scelgono di affiancare una gestione integrata e naturale, per sostenere la salute del cane in modo più completo e duraturo.

 

Approccio integrato alla dermatite: cosa significa?

L’approccio integrato permette di considerare il paziente nella sua totalità, valutando non solo il sintomo ma lo stato di benessere generale.

Solamente partendo da una visione a 360 gradi dello stato di salute dell’animale (anche emotivo) è possibile risolvere la causa del problema, prevenendo le recidive.

Come prevenire dunque la dermatite?

  • Se lavi il cane o il gatto a casa, utilizza shampoo delicati e specifici, evitando lavaggi troppo frequenti e prodotti aggressivi.
  • Offri un’alimentazione equilibrata e bilanciata, ricca di acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6).
  • Proteggi il tuo cane e il tuo gatto dai parassiti con prodotti mirati e sicuri, prescritti dal veterinario.
  • Cura il loro equilibrio psico-emotivo: il benessere mentale si riflette anche sulla salute della cute.

Conclusione

La dermatite è un campanello d’allarme che ci parla del malessere di un organismo. Ascoltarla e interpretarla correttamente è il primo passo per aiutare i nostri amici cani e gatti a stare meglio nel loro equilibrio generale.

Un approccio diagnostico preciso, unito a una visione integrata e personalizzata, può fare davvero la differenza, soprattutto nei casi cronici o recidivanti.

Se il tuo cane o il tuo gatto soffrono di problemi cutanei ricorrenti, ti consigliamo di prenotare una visita: possiamo valutare insieme il percorso più adatto con il supporto di figure esperte in alimentazione e medicina integrata.

Scopri di più su come proteggere il tuo cane e il tuo gatto dai parassiti esterni nel nostro articolo

Agopuntura per animali (2° parte)

Nel primo articolo abbiamo affrontato, in maniera generica, le medicine alternative e in particolare l’agopuntura per animali da compagnia. In questo articolo approfondiamo il discorso, rispondendo alle domande più comuni dei proprietari.

Cos’è l’agopuntura veterinaria?

L’agopuntura veterinaria è una pratica terapeutica che deriva dalla medicina tradizionale cinese e che consiste nell’inserimento di aghi sottili e sterili in specifici punti del corpo dell’animale. Questi punti, chiamati agopunti, sono collegati a meridiani energetici che influenzano il flusso di energia nel corpo.

Quali sono i benefici dell’agopuntura veterinaria?

L’agopuntura veterinaria può essere utilizzata per trattare una varietà di condizioni in animali di tutte le specie, tra cui:

  • Dolore acuto e cronico
  • Problemi muscolo-scheletrici (artrite, displasia, zoppia). L’agopuntura può aiutare a migliorare la flessibilità e la forza muscolare, prevenendo rigidità e contratture. Può aiutare a ridurre l’infiammazione e migliorare la funzionalità articolare, prevenendo l’artrite e altri disturbi articolari.
  • Problemi neurologici (convulsioni, paralisi)
  • Problemi dermatologici: l’agopuntura può aiutare a ridurre l’infiammazione e il prurito, prevenendo allergie e dermatiti.
  • Problemi gastrointestinali (vomito, diarrea). L’agopuntura può aiutare a migliorare la digestione e l’assorbimento dei nutrienti, prevenendo stitichezza, diarrea e altri disturbi digestivi.
  • Problemi respiratori: l’agopuntura può aiutare a migliorare la funzionalità respiratoria, prevenendo asma, bronchite e altre patologie respiratorie.
  • Ansia e stress: l’agopuntura può aiutare a ridurre l’ansia e lo stress, prevenendo i disturbi comportamentali che ne possono derivare.

L’agopuntura è sicura per gli animali?

L’agopuntura è una pratica molto sicura quando viene eseguita da un veterinario certificato. Gli aghi utilizzati sono sottili e sterili e la maggior parte degli animali li tollera molto bene.

Quali sono i possibili effetti collaterali dell’agopuntura veterinaria?

I possibili effetti collaterali dell’agopuntura veterinaria sono generalmente lievi e transitori, e possono includere:

  • Leggero dolore o sanguinamento nel punto di inserimento dell’ago
  • Sonnolenza
  • Aumento dell’appetito

Quante sedute di agopuntura sono necessarie?

Il numero di sedute di agopuntura necessarie varia a seconda della condizione da trattare e della gravità dei sintomi. In generale, sono necessarie da 4 a 12 sedute per ottenere un risultato terapeutico. Sono disponibili dei pacchetti risparmio che prevedono a costi agevolati un numero variabile di sedute, contattaci per avere maggiori informazioni.

Come funziona scientificamente l’agopuntura?

Il funzionamento dell’agopuntura non è del tutto chiaro. Tuttavia, ci sono prove che l’agopuntura può avere effetti sul sistema nervoso, effetti su altri tessuti del corpo ed effetti non specifici.

  • Studi su animali e persone, compresi studi che hanno utilizzato metodi per vedere cosa sta succedendo nel cervello (metodi di imaging), hanno dimostrato che l’agopuntura può influenzare la funzione del sistema nervoso.
  • L’agopuntura può avere effetti diretti sui tessuti in cui vengono inseriti gli aghi. Questo tipo di effetto è stato osservato nel tessuto connettivo.
  • L’agopuntura ha effetti non specifici (effetti dovuti ad aspetti incidentali di un trattamento, piuttosto che al suo meccanismo d’azione principale). Gli effetti non specifici possono essere dovuti alla fiducia del paziente nel trattamento, al rapporto tra medico e paziente o ad altri fattori non direttamente causati dall’inserimento degli aghi. In molti studi, il beneficio dell’agopuntura è stato maggiore quando veniva confrontato con l’assenza di trattamento, rispetto a quando veniva confrontato con procedure di agopuntura fittizie (simulate o false), come l’uso di un dispositivo che colpisce la pelle ma non la penetra. Questi risultati suggeriscono che effetti non specifici contribuiscono all’effetto benefico dell’agopuntura sul dolore o altri sintomi.

Prevenzione e benessere

L’agopuntura, come disciplina della medicina tradizionale cinese, si basa sull’idea di un equilibrio energetico nel corpo. Secondo questa filosofia, l’agopuntura può essere utilizzata per rafforzare le difese immunitarie dell’animale e mantenere l’equilibrio energetico prevenendo l’insorgenza di diverse patologie.

Prenota il nostro servizio di agopuntura per animali con la Dottoressa Paola Ricossa.

Agopuntura per animali

In questo articolo vogliamo parlarvi di questa tecnica terapeutica, usata ormai da secoli in Medicina umana e da diverso tempo applicata anche in campo Veterinario. L’agopuntura per animali ha moltissime applicazioni e offre importanti risultati.

Evidenze scientifiche

Da diversi anni l’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità) dopo numerosi studi controllati, ha pubblicato le indicazioni terapeutiche in cui è stata riscontrata una validità scientifica per questa antica pratica. Ciò significa che diversi studiosi hanno valutato gli effetti dell’agopuntura, su molti pazienti e per diverse patologie, e hanno riscontrato notevoli benefici.

Le applicazioni dell’agopuntura

L’agopuntura può considerarsi una valida alternativa  ai  trattamenti farmacologici antidolorifici e antinfiammatori, come scelta primaria  in pazienti molto anziani non in grado di tollerare i farmaci comunemente utilizzati o in associazione ad essi per ridurre al minimo le somministrazioni e i dosaggi.

La storia e i metodi

Le prime testimonianze dell’utilizzo dell’agopuntura in Cina risalgono al V millennio a.C.. Questa antica pratica si basa sull’infissione di aghi in acciaio molto sottili in punti specifici detti agopunti localizzati sulla superficie del corpo.

La medicina orientale, che non comprende solo l’agopuntura ma diverse tecniche diagnostiche e terapeutiche, mira a curare il soggetto nel suo insieme e non le singole malattie, in modo isolato. Secondo la medicina tradizionale cinese gli agopunti si distribuiscono lungo dei canali, i meridiani, che percorrono tutta la superficie e l’interno del corpo, trasportando l’energia, il Qi. L’energia vitale fluirebbe lungo una rete di canali, chiamati ‘meridiani’ e quindi, ogni patologia sarebbe riconducibile ad un blocco della circolazione energetica dovuto a un deficit o accumulo di energia. Infiggendo gli aghi, l’agopuntore riequilibra il flusso energetico che, se non scorre adeguatamente, genera i sintomi della malattia.
L’inserimento di piccoli aghi in punti specifici aiuta a riequilibrare le forze vitali e a riportare l’organismo alla sua funzionalità ottimale. L’agoinfissione è ben tollerata dalla maggior parte dei soggetti.

Ogni punto di agopuntura, quando stimolato, produce uno specifico effetto terapeutico grazie alla produzione di endorfine, ma è anche mediato dall’attivazione di una corrispondente area a livello del sistema nervoso centrale.

Agli aghi, una volta infissi, può essere applicato uno stimolatore elettrico a bassa intensità (elettroagopuntura) o un generatore di calore (moxibustione) in base alla patologia da trattare.

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